L'Italia nel piatto. Un viaggio culinario alla scoperta dei piatti e delle ricette più gustose della nostra penisola.

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Vacanze romane

Vacanze romane

Cari amici di Pepolino Verde, è passato un po’ di tempo da quando vi abbiamo raccontato il nostro ultimo viaggio. Eravamo, poco più di due mesi fa, a San Miniato, in Toscana, inebriati dal magico odore del tartufo bianco ed ammaliati dalle dolci colline toscane avvolte da una nebbia fiabesca (per chi se lo fosse perso può trovare qui il nostro post!). Purtroppo, i preparativi per il Natale e mille altre cose che abbiamo in cantiere, non ci hanno lasciato molto tempo per dirvi tutto quello che abbiamo fatto negli ultimi due mesi. Abbiamo pensato, quindi, che fosse giunto il momento di raccontarvi un po’ di noi e dei nostri viaggi, culinari e non, lungo la penisola. Ed ecco qua il primo post del 2018!

 

San Miniato; Toscana; colline toscane
Panorama delle colline intorno a San Miniato. Se volte scoprire di più su San Miniato ed il suo tartufo bianco cliccate sulla foto!

 

Roma arriviamo!

Desiderosi di passare per la prima volta insieme qualche giorno a Roma abbiamo approfittato delle feste natalizie per un giro nella capitale. Come potrete immaginarvi, non abbiamo perso l’occasione di provare l’ottima cucina romana all’ombra del Colosseo, del Vaticano e del magnifico centro storico di Roma. È stata una vacanza breve ma intensa che, complice la splendida atmosfera natalizia romana ed un clima a tratti quasi primaverile, ci ha lasciato dei ricordi favolosi, permettendoci di ricaricare le batterie ed iniziare il nuovo anno alla grande.

 

Colosseo, Roma
Veduta del Colosseo

Il Vaticano e Prati

Lo sappiamo, Roma è una delle città più turistiche del mondo e tonnellate d’inchiostro sono già state versate sulla città eterna. Ma come si fa a non scrivere un paio di righe su questa splendida città? Dunque, in carrozza, si parte! Ed è proprio il caso di dirlo: dopo aver passato il capodanno in Toscana – una toccata e fuga a San Miniato ce la concediamo sempre, se possiamo! – ci siamo messi in viaggio per Roma con il treno. Abbiamo soggiornato in un piccolo ma grazioso appartamentino nel quartiere Prati, proprio a ridosso del Vaticano. La simpaticissima Laura del Bed & Breakfast L’incanto di San Pietro si merita assolutamente una menzione speciale nel nostro articolo, perché ha contribuito a rendere il nostro soggiorno romano perfetto.

 

Prati, Roma
Un elegante palazzo ottocentesco nel quartiere di Prati

Per chi non conoscesse Roma questa parte della città si trova in centro storico ma non direttamente presso i monumenti presi d’assalto quotidianamente dal turismo. L’atmosfera nel quartiere è per questo ancora piuttosto genuina, con una gradevole alternanza di negozi storici, trattorie caratteristiche e nuove realtà più modaiole come la succursale del popolarissimo Trapizzino in Piazza Risorgimento. Per chi come noi è alla ricerca di prelibatezze gastronomiche, questo angolo della città è un piccolo paradiso dove la cucina romana è ancora quella di una volta ed i prezzi non sono ancora lievitati alle stelle.

E Roma sia!

Il primo giorno, dopo un giretto nel quartiere per ambientarci ed un’ottima pizza alla romanacotta in forno a legna in una pizzeria scoperta un po’ per caso, ma che vi consigliamo assolutamente, ci siamo incamminati verso Castel Sant’Angelo ed il Tevere.

 

Pizza salsiccia e friarelli; ricetta; forno a legna
La succulenta pizza salsiccia e friarelli che abbiamo mangiato all’Isola della Pizza

La luce straordinaria del tiepido sole di gennaio che illuminava i mattoni del Mausoleo di Adriano creava un’atmosfera magica con l’accompagnamento dei musicisti che suonavano il violoncello sul Ponte Sant’Angelo.

 

Ponte Sant'Angelo, Castel Sant'Angelo, Roma
Musicista che suona il violoncello sul Ponte Sant’Angelo

Consapevoli di essere solo all’inizio della nostra passeggiata romana non ci siamo fatti distrarre troppo e dopo il photo bombing di rito, abbiamo continuato verso Piazza Navona mentre piano piano si faceva buio ed il cielo sopra Roma dava il meglio di se.

 

Piazza Navona, Roma
Piazza Navona all’imbrunire

Da lì al Pantheon la via è breve e, dopo esserci persi ben tre volte nelle strette stradine del centro, ce l’abbiamo fatta ad entrare nello splendido monumento romano che conserva il sacrario dei Re d’Italia. Non poteva mancare però una tappa gastronomica ed eccoci così al Caffè Tazza d’Oro, un’istituzione a Roma. Qui potete degustare uno dei migliori caffè di Roma che viene ancora preparato secondo la miscela creata nel lontano 1944. I chicchi di caffè vengono tostati direttamente all’interno dell’attività ed il profumo e il gusto sono, credeteci, davvero eccezionale!

 

Tazza d'Oro, Pantheon, Roma
Il Caffè Tazza d’Oro al Pantheon illuminato dalle prime luci della sera

Il caffè, che viene venduto anche in polvere o in chicchi all’interno dell’attività, può essere comprato addirittura all’esterno a qualsiasi orario. I proprietari hanno infatti pensato bene di installare dei distributori automatici che ne permettono l’acquisto anche quando il negozio non è aperto! Se proprio poi volete concedervi uno sfizio vi basterà voltarvi e troverete una delle filiali di Venchi, dove potrete acquistare un ottimo gelato o dei fantastici gianduiotti, a nostro avviso tra i migliori insieme a quelli di sua maestà Caffarel (Ubi maior!). Ma quella dei gianduiotti è un’altra storia che vi racconteremo volentieri quando andremo a Torino (speriamo prestissimo!).

Dove mangiare nella zona del Vaticano

E quindi, camminando camminando, era arrivata l’ora di cena ed abbiamo deciso di tornare verso Prati, optando per la trattoria Da Romolo alla Mole Adriana in Borgo Pio. Questo ristorante, che esiste dal 1927 e si trova nella sua attuale posizione dal 2015, unisce design, buona cucina ed un’ottima posizione. Si trova, infatti, direttamente a ridosso del Passetto di Borgo (Er corridore per i romani), quella striscia di mura che collega Castel Sant’Angelo ai Palazzi Vaticani. Una splendida architettura medievale utilizzata nel passato dai papi come via di fuga in caso di assedio da parte di truppe straniere. Per chi non avesse idea di cosa stiamo dicendo, si tratta di quel passaggio a mattoni sopraelevato sul quale corre Tom Hanks nel film Angeli e Demoni. Lo so, adesso siete legittimati a chiudere la pagina del blog e smettere di leggere dopo questa caduta di stile, (sigh!).

 

Tonnarelli, cacio e pepe, Roma
I favolosi tonnarelli cacio e pepe di Romolo alla Mole Adriana

Gli interni sono un misto di classico e moderno e i proprietari hanno saputo sfruttare sapientemente la loro posizione, realizzando una parete a vetro che di sera permette di vedere le mura del Passetto illuminate, creando un’atmosfera molto suggestiva. Ma questo non sarebbe bastato se la cucina non fosse stata quella verace romana di qualità. La carta offre, infatti, tutte le tipiche specialità della cucina capitolina. Dai primi come l’amatriciana, la carbonara e la cacio e pepe, ai secondi come la coda alla vaccinara e la trippa alla romana, fino al dolce, con la classica crostata di ciliegie. Al termine della cena, poi, basta fare due passi per digerire e dietro l’angolo ecco che appare tutta la maestosità di Piazza San Pietro, con la facciata del Maderno illuminata a giorno abbracciata dal bianco colonnato del Bernini. Uno spettacolo che potete gustarvi quasi in privato, senza il fiume di turisti che di giorno non lasciano libero nemmeno un centimetro in questa che è una delle piazze più conosciute e visitate del mondo intero.

 

San Pietro, colonnato, duomo, basilica, Bernini, Maderno, Vaticano
Le bianche architetture della Basilica di San Pietro del colonnato del Bernini

 

Il ghetto ebraico

Il giorno successivo è stato altrettanto prolifico sia da un punto di vista culturale che culinario, come vi racconteremo tra poco. Dopo aver iniziato la giornata con la visita di un Colosseo sorprendentemente non troppo affollato e dei Fori Imperiali, siamo arrivati al ghetto ebraico, passando per l’Altare della Patria che dava il meglio di se illuminato dalla calda luce del gennaio romano. Quella del ghetto non è stata una scelta casuale perché in questa parte della città che sembra un po’ fuori dal tempo siamo riusciti a gustare un’altra prelibatezza tipica di Roma che ai più tuttavia è sconosciuta.

 

ghetto, roma, forno, boccione
Il forno del Boccione (quello a sinistra con la saracinesca abbassata)  ed un altra pasticceria in Via del Portico d’Ottavia

In via del Portico d’Ottavia, la lunga via centrale del quartiere ebraico capitolino, si trova più o meno a metà un forno dall’aspetto anonimo, senza insegna, che però non farete fatica a trovare per l’odore inebriante che fuoriesce dalla bottega ed invade tutta la strada, così come la coda di persone che aspettano di essere servite ed accaparrarsi quello che è stato appena sfornato dalle signore dietro il banco.

 

ghetto, roma, forno, crostata
La crostata di ricotta e visciole in versione mini

 

In questa panetteria d’antan, che prende il nome dal suo fondatore così soprannominato, si realizzano ancora i dolci tradizionali della comunità ebraica romana e vi possiamo assicurare che hanno tutti quanti un sapore insuperabile. Noi abbiamo scelto due classici, la pizza dolce ebraica, un fantastico tripudio di frutta secca e canditi che non smettereste mai di mangiare, e la crostata di ricotte e visciole, un vero e proprio cibo dell’anima, che ci hanno fatto letteralmente impazzire. Talmente buoni che abbiamo deciso di proporvi la ricetta della pizza dolce ebraica, detta anche pizza di Beridde che potete trovare qui.

 

La Prati gastronomica

Dopo aver lentamente assaporato i non leggerissimi dolcetti su una panchina con vista sulle spettacolari rovine romane di Largo di Torre Argentina e dei suoi tantissimi gatti che si aggirano tra gli antichi resti romani, siamo andati finalmente a visitare la vicina Fontana di Trevi. Il sole era appena calato e lo spettacolo dei riflessi delle luci nell’acqua della fontana era uno spettacolo da lasciare a bocca aperta: monetina lanciata di spalle, e via!

 

Largo di Torre Argentina, Roma
Le spettacolari rovine romane di Largo di Torre Argentina

A questo punto il pomeriggio era terminato ed era l’ora della nostra prossima tappa nella gastronomia capitolina. Ed ecco il turno del ristorante Da Giggi a Prati dove, anche in questo caso, la scelta tra le prelibatezze della cucina romana è ampia. Accompagnati da un onesto vino rosso dei Castelli Romani di tutto rispetto, ci siamo lasciati andare ad un’amatriciana (Carina) e ad una carbonara (Filippo) per concludere rispettivamente con un bel piatto di salsicce e lenticchie e di fagioli con le cotiche. Una cena più romana di così non esiste! Dobbiamo dire onestamente che pur trattandosi di un cibo non necessariamente adatto a chi vuol fare una dieta (!), non ci siamo sentiti troppo pieni dopo la cena, a conferma che la qualità di quello che si mangia è molto importante, se mai ci fosse bisogno di ripeterlo.

 

Carbonara, Amatriciana, Roma, da Giggi
L’essenza della romanità da Giggi ar Vaticano: carbonara ed amatriciana

Finale con il botto

E così siamo arrivati all’ultimo giorno della nostra vacanza romana, che si è concluso con il botto da un punto di vista gastronomico. Dopo esserci gustati un bel gelato (memori della mangiata della sera prima, avevamo deciso di rimanere un po’ più leggerini a pranzo!) all’ottima gelateria Lemongrass, abbiamo optato per un’ottima verace pizza napoletana alla Pizzeria Amalfi, consigliatissima per chi cercasse prelibatezze campane e napoletane a Roma. Il forno a legna a vista invita immediatamente ad entrare, ma è la carta che conferma la bontà della scelta con le classicissime pizze veraci, la pizza fritta e le altre prelibatezze della cucina partenopea ed amalfitana. Un’ottimo rifornimento di energia per poi lanciarsi in Via del Corso e in Via Cola di Rienzo a caccia dei saldi che, casualmente (certo…), iniziavano proprio quel giorno!

 

Ponte Sant'Angelo, Roma
Ponte Sant’Angelo

 

Come vi avevamo detto, sono stati solo un paio di giorni, ma come avete potuto leggere in queste poche righe ci siamo dati da fare per farvi un bel resoconto gastronomico dalla capitale, non sia mai che vi troviate a Roma ed abbiate bisogno di consigli dove mangiare qualcosa di buono! Al nostro prossimo viaggio, amici di Pepolino Verde!

Pizza dolce ebraica (pizza di Beridde)

Pizza dolce ebraica (pizza di Beridde)

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Torta di mele alla fiorentina

Torta di mele alla fiorentina

La torta di mele è un classico di inizio autunno, quando questo frutto è di stagione e si trova facilmente al mercato e supermercato. La torta di mele è un dolce classico che si può trovare nelle cucine di diverse zone d’Italia, comprese quelle le cui tradizioni non sono strettamente appartenenti alla cultura culinaria italiana storica, come l’Alto Adige, si pensi alla variante locale dello Strudel. Questo dolce, infatti, non è esclusivamente italiano, bensì è molto radicato anche nella cultura anglosassone, essendo la mela uno dei frutti tipici proprio dei paesi a nord delle Alpi e lo si ritrova in forme simili con l’aggiunta di alcuni ingredienti più tipici dei dolci di quelle zone, come la cannella, e magari senza quelli meno utilizzati come l’uvetta, i pinoli e la scorza di limone.

 

Per la preparazione della ricetta normalmente vengono utilizzate le mele gialle della varietà Golden, la cui coltivazione avviene principalmente nelle vallate in provincia di Trento (la Val di Non su tutte) . Tuttavia, se non riuscite a trovarle o avete abbondanze di altre varietà, non preoccupatevi, la torta di mele verrà comunque bene anche con altre varietà. Le uniche che non vi consiglio di utilizzare sono quelle particolarmente acidule come le mele verdi o alcune varietà di mele rosse.

mele
Con una cassetta di mele fresche di raccolta preparerete un a torta di mele deliziosa

Questa torta, che tra settembre e ottobre si può trovare in tutti i forni di Firenze e del territorio circostante (quello che una volta veniva chiamato il contado), è molto semplice da preparare e allo stesso tempo piuttosto economica.

La ricetta che vi propongo è quella che faceva sempre mia nonna (e che ancora fa mia mamma!), leggermente rivisitata nelle dosi degli ingredienti. La ricetta base è quella della “Bibbia” della cucina fiorentina che è il libro di Paolo Petroni “Il libro della vera cucina fiorentina”, che consiglio a tutti coloro – fiorentini/toscani e non – che amano la mia regione e vogliono cimentarsi con le ricette della nostra tradizione culinaria.

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Ingredienti:

  • 4-5 mele a seconda della grandezza (preferibilmente le mele gialle, le Golden, ma in realtà viene bene anche con altre varietà)
  • 120 gr. di farina
  • 100 gr. di zucchero
  • 100 gr. di burro
  • 3 uova
  • la scorza grattugiata di un limone
  • ½ bustina di lievito per dolci
  • ½ bicchiere di latte
  • 30 gr. di uvetta
  • 20 gr. di pinoli
  • burro e farina q.b. per rivestire la tortiera
ingredienti torta di mele
Gli ingredienti per la torta di mele alla fiorentina

Come consiglio sempre per le ricette che contengono il latte, non utilizzate quello a lunga conservazione. Il sapore del latte fresco è tutto un’altra cosa e contribuisce a raggiungere un risultato finale perfetto. Per quanto riguarda le dosi dell’uvetta e dei pinoli potete tranquillamente modificarle a vostra scelta. Io preferisco aggiungerne non molti perché mi piace sentire il sapore delle mele e non coprirlo troppo con altri ingredienti. Le dosi di questa ricetta, infine, sono perfette per una tortiera di un diametro di circa 24 centimetri con un bordo alto almeno 5 centimetri per favorire la lievitazione durante la cottura, in quanto il dolce tenderà a gonfiarsi e a crescere verso l’alto con il passare dei minuti.

Preparazione degli ingredienti

Un’oretta prima di iniziare a preparare il dolce togliete il burro e le uova dal frigorifero, in modo che raggiungano la temperatura dell’ambiente circostante e si possano lavorare perfettamente. Ponete poi l’uvetta in una ciotola con acqua tiepida e fatela ammollare per un’oretta. Passato questo tempo sbucciate le mele, privatele dei torsoli, tagliatele a fettine piuttosto sottili nel senso della larghezza del loro corpo e mettetele da parte. Imburrate adesso la tortiera e passateci un velo di farina, facendo attenzione che tutte le parti siano coperte ed evitare così che il composto si attacchi. Setacciate infine la farina ed il lievito e metteteli da parte per il loro impiego.

L’impasto della torta di mele

impasto torta di mele
Mancano solo le mele e la torta è pronta per essere infornata

Amalgamate ora il burro con lo zucchero fino a raggiungere una crema omogenea morbida aiutandovi, se volete, con la frusta elettrica che vi faciliterà un po’ il lavoro. Aggiungete poi a mano a mano la farina, le uova, la scorza di limone grattugiata, il latte e per ultimo il lievito, continuando a mescolare con la frusta e facendo attenzione che non si formino grumi nel composto.Quando il composto risulterà omogeneo aggiungete l’uvetta dopo averla strizzata e privata dell’acqua in eccesso ed i pinoli, mescolando un’ultima volta.

Preparazione finale e cottura

impasto e mele torta di meleVersate adesso il composto nella tortiera e ricopritelo con tutte le mele che avevate precedentemente tagliato, senza preoccuparvi che possano sembrare troppe. Le mele, infatti, affonderanno parzialmente nel composto man mano che questo lieviterà ed il risultato alla fine sarà perfetto. Infornate a forno precedentemente riscaldato a 200 gradi per 40 minuti. Per essere sicuri che la torta sia cotta (i tempi di cottura potrebbero variare di qualche minuto a seconda del forno che utilizzate) fate la prova dello stuzzicadenti: inseritelo nell’impasto e se sarà asciutto quando lo tirerete fuori allora la torta di mele sarà pronta.
Se desiderate, potete spolverare con dello zucchero a velo una volta che la torta si sarà raffreddata.

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Melanzane alla parmigiana

Melanzane alla parmigiana

Ingredienti per cinque-sei persone:

  • 800 gr. di melanzane
  • 400 ml di passata di pomodoro rustica
  • 400 gr. di mozzarella fior di latte
  • una decina di foglie di basilico
  • 1 spicchio d’aglio grande
  • 100 gr. di Parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiato
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Per la preparazione delle melanzane:

  • sale grosso q.b.
  • farina q.b.
  • olio per friggere

ingredienti parmigiana

Preparazione della salsa e delle melanzane

Tritate finemente l’aglio e soffriggetelo nell’olio d’oliva. Quando comincerà ad imbiondire (cioè dopo circa 3-4 minuti) aggiungete la passata di pomodoro, il basilico tagliato grossolanamente, il sale ed il pepe. Fate cuocere a fuoco molto basso per una mezz’oretta o comunque fino a quando la salsa non sarà densa. Mentre la salsa è sul fuoco sbucciate le melanzane e tagliate nel senso della lunghezza delle fette dello spessore di 3-4 millimetri. Mettetele in uno scolapasta o in un setaccio a trama fine alternandole a strati di sale grosso e ponendo, infine, un peso su di esse. Lasciatele riposare per almeno una mezz’ora in modo che perdano una parte del loro liquido. Tagliate anche la mozzarella a tocchetti e mettetela da parte.

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Frittura delle melanzane

Passato questo tempo, sciacquate le melanzane facendo attenzione ad eliminare tutto il sale grosso e asciugatele bene con carta assorbente. Mettete un po’ di farina in una ciotola e passateci le melanzane infarinandole da entrambi i lati. Riempite una padella di olio per friggere e mettetela sul fuoco. Quando comincerà a friggere immergeteci le melanzane lasciandocele per non più di 1-2 minuti. Scolatele bene e ponetele su una teglia sulla quale avrete messo precedentemente della carta assorbente.

 

 

parmigiana processo

Ultimo passo e via nel forno!

Adesso prendete una teglia o una pirofila e fate un primo strato leggerissimo di sugo di pomodoro (basterà una ramaiolata). Ponete le melanzane facendo un primo strato, che coprirete con uno di mozzarella e poi con uno di sugo, ripetendo l’operazione per tre volte in totale, alternando il senso in cui porrete le melanzane (prima in verticale e poi in orizzontale o viceversa, e così via). Infine distribuite la restante mozzarella e spolverate con il formaggio grattugiato.

Infornate a forno già caldo a 200 gradi per 40 minuti o comunque fino a che non avranno fatto la classica crosticina in superficie. Eventualmente alzate la temperatura del forno negli ultimi cinque minuti.

Parmigiana

L’origine del piatto

L’origine di questo piatto è molto discussa ed è contesa tra il sud ed il nord Italia. C’è infatti chi propende per l’origine emiliana e più precisamente della città di Parma e chi ne vede l’origine, invece, nelle cucine meridionali di Campania e Sicilia. Comunque vada un piatto di melanzane alla parmigiana mette d’accordo tutti a tavola: la sua bontà è indiscutibile!

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Piselli alla fiorentina

Piselli alla fiorentina

Ingredienti per due-tre persone: 400 gr. di piselli pesati già da sbucciati (se non trovate quelli freschi o non sono di stagione potete usare quelli surgelati) 80 gr. di rigatino toscano o, in alternativa, di pancetta 2 spicchi d’aglio un ciuffo di prezzemolo 1 litro […]