L'Italia nel piatto. Un viaggio culinario alla scoperta dei piatti e delle ricette più gustose della nostra penisola.

Pizza dolce ebraica (pizza di Beridde)

Pizza dolce ebraica (pizza di Beridde)

La pizza dolce ebraica o pizza di Beridde è uno dei must della cucina romana del ghetto ebraico. Si tratta di un dolce molto sostanzioso perché, pur con una ridotta quantità di zucchero, contiene molta frutta secca e canditi che lo rendono tanto squisito quanto caloroso. Quindi non esagerate quando lo mangerete dopo averlo preparato secondo la ricetta che trovate di seguito!

 

La cucina ebraica romana ed il ghetto

Premesso che la qualità dell’originale del ghetto è a mio avviso inarrivabile, con la ricetta che vi proponiamo possiamo affermare orgogliosamente di esservi arrivati molto vicini. La pizza di Beridde è insieme alla classica crostata di ricotta e visciole uno dei capisaldi della cucina ebraica romana e non potevamo non riproporvi la ricetta. Così anche coloro che non hanno la fortuna di vivere a Roma potranno gustare a casa propria questa delizia! A Proposito, se volete saperne di più sul ghetto ebraico e sul nostro viaggio a Roma non perdetevi l’articolo che potete trovare qui.

 

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Il forno del Boccione, quello chiuso a sinistra, in Via del Portico d’Ottavia

 

Ma chi è Beridde?

Ma prima di mettere le mani in pasta è necessario scoprire qualcosa di più sull’origine di questo dolce e le curiosità che si celano dietro il suo nome. Esso appare infatti molto insolito e qualcuno di voi si chiederà chi è questo Beridde. Spoiler: non cercate il nome Beridde su Google perché non vi aiuterà molto. E allora ve lo spieghiamo noi. Si tratta, infatti, non del nome di una persona, bensì della “storpiatura” romanesca del termine ebraico Brit Milà o Berit Milah, che non è altro che la circoncisione rituale effettuata sul maschietto appena nato secondo l’uso religioso ebraico. Una volta si usava festeggiare questo avvenimento all’interno della comunità ebraica romana proprio con la pizza dolce, ed ecco spiegato il nome Beridde!

 

Pizza di Beridde
La pizza di Beridde come appare a fine cottura

 

La pizza più famosa è ad oggi quella del forno conosciuto come Boccione che non è il nome vero del forno (oggi dovete stare attenti ai nomi perché nascondono spesso qualche tranello, come vedete!), bensì il soprannome del fondatore. La bottega si presenta senza insegna, con un aspetto piuttosto anonimo che non invita direttamente a varcare la soglia ma, credetemi, non ve ne pentirete! Il forno si trova su un angolo di via del Portico d’Ottavia, la strada principale del ghetto di Roma, tra Largo di Porta Argentina ed il Teatro di Marcello.

 

Largo di Torre Argentina, Roma
Le splendide rovine romane di Largo di Torre Argentina

 

E adesso dopo questa premessa di rito passiamo ai fatti: armiamoci di bilancia ed olio di gomito e mettiamoci all’opera!

 

Ingredienti per quattro porzioni

 

  • 150 gr. di farina
  • 100 gr. di farina di mandorle (mandorle tritate finissime)
  • 65 gr. di zucchero
  • 50 ml. di olio extravergine d’oliva
  • 80 ml. di vino liquoroso (marsala, vin santo o simili)
  • 50 gr. di uvetta
  • 50 gr. di cedri canditi
  • 40 gr. di ciliegie candite
  • 50 gr. di mandorle sgusciate non pelate
  • 40 gr. di pinoli

 

 

Prima di cominciare

Innanzitutto mettete l’uvetta in ammollo in acqua tiepida per una mezz’ora e passato questo tempo strizzatela. Non vi consiglio di utilizzare l’uvetta direttamente senza l’ammollo perché alla fine risulterà troppo secca e rimarrà dura all’interno dell’impasto. Preparate adesso la farina di mandorle nel caso in cui non siate riusciti a trovarla già pronta. Potete procedere in maniera molto semplice, sbollentando le mandorle per un minuto in modo da rimuovere la pellicina senza problemi e metterle poi nel frullatore macinandole fino ad ottenere una farina fine.

Potete già accendere il forno a 180 gradi e rivestire una teglia rettangolare con della carta da forno, in quanto la preparazione dell’impasto è di per se piuttosto veloce.

 

La preparazione dell’impasto

Mettete la farina di grano, la farina di mandorla e lo zucchero in una terrina e mescolatele insieme. Aggiungete ora l’olio extravergine d’oliva a poco a poco ed impastando continuamente con le mani per evitare grumi. Incorporate infine il vino liquoroso lavorando bene l’impasto fino a quando non sarà compatto, morbido e non troppo appiccicoso allo stesso tempo.

 

La frutta e i canditi

Adesso è il momento di incorporare le ciliegie ed i cedri canditi così come i pinoli, l’uvetta e le mandorle, lavorando l’impasto affinché risulti omogeneo e le varie componenti ben distribuite al suo interno. Trattandosi di un impasto piuttosto morbido non sarà difficile. È importante ricordare come i canditi nell’originale si presentino a pezzi piuttosto grandi, ma sta a voi sminuzzarli se preferite, da un punto di vista di sapore il risultato alla fine non cambia molto.

 

Gli ultimi ritocchi

Ponete adesso l’impasto sulla teglia che avevate precedentemente rivestito con della carta da forno e formate un grosso rettangolo allungato della larghezza di 7-8 centimetri e dell’altezza di 3-4 centimetri. Effettuate dei tagli regolari abbastanza profondi con il coltello in modo da formare quattro rettangoli che però non dividerete completamente tra di loro. Il taglio finale dei biscottoni avverrà soltanto a termine cottura ed una volta che il dolce sarà raffreddato. Contemporaneamente effettuate dei piccoli taglietti meno profondi dei precedenti sulla superficie dell’impasto per evitare rigonfiamenti durante la cottura.

 

La cottura finale

Informate a forno già caldo a 180 gradi per 35 minuti. Vedrete che la superficie tenderà a scurirsi man mano che il dolce cuoce. Questa reazione avviene a causa della presenza dell’olio extravergine d’oliva e dello zucchero nell’impasto, ma non significa che il dolce stia bruciando e fa assolutamente parte dell’aspetto originale della pizza di Beridde. Se conoscete quella originale dei forni del ghetto di Roma sapete di cosa sto parlando!

 

Pizza di Beridde
La pizza di Beridde o pizza dolce ebraica fatta in casa con la ricetta di Pepolino Verde

 

La sporzionatura

Una volta cotto fate raffreddare il dolce nella teglia e completate il taglio dei quattro rettangoli che avevate precedentemente inciso nell’impasto. La pizza di Beridde adesso è pronta!

Un ultimo consiglio: mangiatela quando sarà completamente raffreddata perché così apprezzerete al meglio il sapore inebriante di questa specialità della cucina ebraica romana.

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